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Il Natale è, per definizione, il momento della condivisione. Ma quest’anno, per i lavoratori di Konecta, la festività ha assunto un significato più profondo, trasformandosi in un ponte tangibile tra il mondo aziendale e l’impegno sociale. Il successo della Riffa Natalizia organizzata in collaborazione con OrtoStorto non si misura solo nei numeri, ma nelle parole cariche di entusiasmo dei vincitori che abbiamo intervistato.
Dalle loro testimonianze emerge un quadro chiaro: quando l’eccellenza gastronomica incontra la responsabilità sociale, il risultato è un’esperienza che arricchisce chi dona tanto quanto chi riceve.
Perché l’impegno di Konecta nel sostenere una realtà come OrtoStorto è stato definito dai vincitori come "encomiabile"? La risposta risiede nel ruolo moderno dell’impresa. Oggi non basta più produrre servizi; è fondamentale che le aziende "facciano la propria parte" nel tessuto sociale.
L’adozione di politiche di inclusività non deve essere solo uno slogan da brochure, e Konecta lo ha dimostrato scegliendo un partner che mette al centro l’impegno di ragazzi che trovano nell'attività agricola un riscatto lavorativo e sociale. Sostenere un progetto come OrtoStorto significa credere che ogni individuo, indipendentemente dalle proprie sfide, possa contribuire alla creazione di valore.
Un aspetto che ha colpito molto i colleghi è stata la scelta di puntare su un territorio periferico. Spesso le grandi iniziative rimangono confinate ai centri nevralgici, dimenticando che la vera forza del nostro Paese risiede nelle province e nelle aree rurali. Valorizzare OrtoStorto significa dare voce a un’eccellenza locale che, pur operando lontano dai riflettori delle metropoli, produce un impatto sociale importante e prodotti di qualità sopraffina.
Molti dei vincitori hanno ammesso che, pur avendo sentito parlare della fattoria sociale, la vittoria del premio è stata la molla che li ha spinti a informarsi più approfonditamente. Questo è il vero "valore aggiunto" dell'iniziativa: la capacità di generare consapevolezza e curiosità attorno a temi a cui troppo spesso si tende a non pensare.
Se il fine sociale ha scaldato i cuori, la qualità dei prodotti ha conquistato i palati. Le ceste consegnate ai fortunati vincitori non erano semplici omaggi, ma veri e propri scrigni di biodiversità e sapienza artigianale.
L’olio e il vino: descritti come capaci di raccontare il carattere del territorio.
Il formaggio e il prosciutto: eccellenze che hanno rubato la scena sulle tavole imbandite.
Questi prodotti sono stati condivisi in famiglia durante i pranzi e le cene delle festività. Raccontano i vincitori: "Vedere i commensali apprezzare la qualità del cibo e poter spiegare loro che dietro quel sapore c’era il lavoro di un progetto sociale ha reso il Natale ancora più speciale".
L’entusiasmo è tale che la richiesta dei dipendenti è unanime: bisogna ripetere l’esperienza. L'idea emersa dalle interviste è quella di non limitare la solidarietà al solo periodo natalizio, ma di creare appuntamenti in momenti chiave dell'anno, come le altre festività, ad esempio per Pasqua.
I vincitori si sono già fatti ambasciatori del progetto. C'è una forte disponibilità a far circolare la voce tra i colleghi per far sì che la prossima edizione sia ancora più partecipata. Tra i suggerimenti pratici, è emersa una proposta simpatica ed efficace: "vendere i biglietti scrivania per scrivania". Un approccio "vecchia scuola" che favorisce il contatto umano, il sorriso tra i corridoi e, inevitabilmente, aumenta la raccolta fondi per la fattoria.
La Riffa Natalizia di Konecta e OrtoStorto ha dimostrato che la solidarietà non è un concetto astratto, ma può avere il profumo del pane appena sfornato e il colore di un buon calice di vino. È un’iniziativa di cui tutti vogliono rimanere informati, segno che quando un’azienda tocca le corde giuste, i dipendenti non sono solo "spettatori", ma diventano parte attiva del cambiamento.
Complimenti a tutti per l’ottimo lavoro: la strada tracciata è quella giusta, ed è una strada che porta lontano, passando per i campi di OrtoStorto e arrivando dritta al cuore della comunità.